Speciale Kōzaburō Yoshimura
Kōzaburō Yoshimura è uno spietato ritrattista di caratteri, studiati in ogni sfumatura, amati e odiati senza riserve: An Osaka Story (Osaka Monogatari, nato come progetto incompiuto di Mizoguchi) è formidabile nel raccontare la vicenda di Nihei, un povero contadino di paese che, una volta arricchito, perde qualsiasi umanità per diventare uno spilorcio ossessionato dal denaro. In soli 90 minuti Yoshimura allestisce una perfetta e sintetica parabola morale, la cui ferocia si stempera nell’umorismo. Lo spettatore si sente quasi in colpa per aver parteggiato inizialmente con Nihei, che da vittima della povertà e del classismo dell’epoca si trasforma in mostro egocentrico, squilibrato e senza cuore. Nel colorare la vicenda di intensi toni satirici, il regista sceglie di usare la colonna sonora come contrappunto comico, sottolineando le entrate e uscite di scena di Nihei con un brano che accentua i tratti grotteschi del personaggio. La musica diventa così essenziale non solo nello scandire i capitoli del racconto, ma come “segno” sonoro della psicologia irrazionale e a tratti infantile di Nihei. Magnifico lo score di Akira Ifukube, compositore di gran parte dei film di Yoshimura, ai quali conferisce sempre espressive “sfasature” in senso grottesco o drammatico.
Il film scorre attraversando i generi con naturalezza, citando tanta storia del cinema giapponese: dai melodrammi, alla commedia, sino all’horror (si veda la scena in cui la moglie malata di Nihei fa un’apparizione spaventosa e fantasmatica, secondo la tradizione di Yotsuya Kaidan). Molto belle anche le sequenze nel bordello, dall’aura mitica e fantastica. Trionfa, su tutto, l’interpretazione di Nakamura Ganjirō II, un Nihei ridicolo e mostruoso al tempo stesso, sfigurato dall’avidità e incapace di redenzione.



[Lo speciale comprende The Ball at the Anjo House (1947) – Clothes of Deception (1951) – An Osaka Story (1957) – Night Butterflies (1957) – A woman’s testament (1960)]























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