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Leggi tutto →: VISITORS: COMPLETE EDITION (2023), Kenichi UganaNel panorama delle produzioni nipponiche contemporanee non mancano i registi desiderosi di sfuggire alle maglie di un repertorio convenzionale a favore di un cinema di genere anarchico e vitale. Tra questi vi è Kenichi Ugana, mosso da un principio di piacere ludico e surrealista: il suo Visitors: Complete Edition (2023)…
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Leggi tutto →: AFTER LIFE (Wandāfuru raifu, 1998), Hirokazu Kore’eda“Realizzare After Life mi ha aiutato a vedere il cinema in modo diverso. Questo è un film sulla memoria, ma è anche un film su cosa significhi fare cinema.” – Hirokazu Koreeda Il titolo originale di After Life, Wandāfuru raifu, significa in realtà wonderful life, (vita meravigliosa, nell’accezione del film di…
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Leggi tutto →: PERFECT DAYS (2023), Wim WendersWim Wenders trasferisce in Perfect Days tutto il suo amore per una cultura – e un cinema – osservati lungamente nel corso del tempo. Ed è significativo che anni di studio, riflessioni e uno sguardo meticoloso – in parte incantato, in parte entomologico – confluiscano in un’opera semplice e apparentemente…
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Leggi tutto →: JOURNEY TO THE SHORE (Kishibe no Tabi, 2015), Kiyoshi Kurosawa[Please scroll down for the English Version]Un’insegnante di pianoforte solitaria riceve la visita del fantasma del marito defunto e insieme intraprendono un viaggio attraverso il Giappone. Journey to the shore ha tutto ciò che amo del cinema: i fantasmi, l’amore, la nostalgia, il limitare onirico tra vita e morte, il…
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Leggi tutto →: CHARISMA (Karisuma, 1999), Kiyoshi KurosawaIn Charisma il mondo messo in scena dal grande autore giapponese fa parte del suo riconoscibile, enigmatico immaginario, tra i più belli e cinematografici del nostro tempo. Kurosawa rende il familiare misterioso e perturbante: una foresta diviene sede di malattia e corruzione; un albero fragile irradia il suo potere nefasto…
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Leggi tutto →: TO THE ENDS OF EARTH (Tabi no Owari Sekai no Hajimari, 2019), Kiyoshi KurosawaKiyoshi Kurosawa è un regista che non finisce mai di sorprendermi. Sebbene la critica internazionale lo conosca soprattutto per il suo personale e raffinato contributo al j-horror, il cinema di Kurosawa è molto più ricco, sfumato e dai confini indefiniti. La sua curiosità di artista, la sensibilità percettiva spingono il…
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Leggi tutto →: VIVERE (IKIRU, 1952), Akira KurosawaIspirato alla novella di Lev Tolstoj La morte di Ivan Il’ič, Ikiru è una struggente ode alla vita, un’opera dalla complessa struttura temporale e dalle infinite rime intertestuali. Ma anche un film “istintivo” nel ritagliare figure popolari spontanee, realistiche, di una bellezza selvatica, come la giovane Toyo (Miki Odagiri). Il regista coglie…
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Leggi tutto →: BUON GIORNO (Ohayō, 1959) Yasujirō OzuOzu torna a parlare di bambini in uno dei suoi film più musicali, memori del classicismo del muto per l’uso di gag e di una perfetta orchestrazione formale. Dopo tanti film incentrati sulle classi medie in contesti urbani, Ozu riscopre i sobborghi in cui allestisce un vaudeville di comari pettegole,…
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Leggi tutto →: ONE MILLION YEN GIRL (Hyakuman-en to nigamushi onna, 2008), Yuki Tanada“…Ti sei mai sentito come se non appartenessi a nessun posto e volessi solo vivere dove nessuno ti conosce?“One Million Yen Girl (2008, Tanada Yuki) è la piccola odissea di una ragazza (interpretata dalla brava e sensibile Yū Aoi) a confronto con una vita troppo difficile per chi ha un…
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Leggi tutto →: EGOIST (Egoisuto, 2022) Daishi Matsunaga[Please scroll down for the English Version]Una storia che esplora l’amore, il sacrificio e la vulnerabilità attraverso il legame tra Kosuke, un solitario fashion editor, e Ryūta, il suo personal trainer. Quando Kosuke assume Ryūta, un sentimento mai provato lo travolge. I due iniziano a frequentarsi, ma Ryūta sembra avvolto…
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Leggi tutto →: THE BALL AT THE ANJO HOUSE (Anjō-ke no butōkai, 1947), Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Coadiuvato dal bellissimo script di Kaneto Shindō (con cui collabora per la prima volta), The ball at the Anjō house è il primo film di Kōzaburō Yoshimura a posizionarsi in cima alla prestigiosa classifica di Kinema Junpō del 1947. Un film magico, sfuggente e indefinibile; un sogno…
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Leggi tutto →: CLOTHES OF DECEPTION (Itsuwareru seiso, 1951), Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Dopo il successo di The Ball at the Anjo House (1947), che vince il Kinema Junpo Award per il miglior film, Kōzaburō Yoshimura e Kaneto Shindō iniziano a collaborare regolarmente, uniti da una medesima visione di cinema e da un’insofferenza nei confronti della Shōchiku, che ne soffocava l’impulso creativo.…
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Leggi tutto →: A WOMAN’S TESTAMENT (Jokyō, 1960) di Yoshimura, Ichikawa, MasumuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Come scrive il critico Tadao Sato, “il regista Yoshimura usa coscientemente la tecnica della costruzione trasversale, con un’impressione di profonda tridimensionalità”. Questa particolare intraprendenza registica, unita ad un’appassionata vena umanista e una predilezione per personaggi di grande vitalità e fuori dal comune la ritroviamo anche nel film…
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Leggi tutto →: AN OSAKA STORY (1957) Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Kōzaburō Yoshimura è uno spietato ritrattista di caratteri, studiati in ogni sfumatura, amati e odiati senza riserve: An Osaka Story (Osaka Monogatari, nato come progetto incompiuto di Mizoguchi) è formidabile nel raccontare la vicenda di Nihei, un povero contadino di paese che, una volta arricchito, perde qualsiasi umanità…
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Leggi tutto →: NIGHT BUTTERFLIES (Yoru no chō, 1957) Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Night Butterflies (Yoru no chô) viene realizzato da Yoshimura un anno dopo Undercurrent (Yoru no kawa), considerato il suo capolavoro. Ma anche quest’opera è straordinaria, vibrante di sperimentazione e di spirito d’osservazione acuto e moderno. Il film contrappone due dive: Machiko Kyō e Fujiko Yamamoto, nei panni…
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Leggi tutto →: Kinuyo Tanaka e FIORI D’EQUINOZIO (1958)In Fiori d’equinozio (Higanbana) Yasujirō Ozu dedica ai giovani e alle loro rivoluzioni uno sguardo attento, affettuoso: pur guardando con nostalgia alle tradizioni (si veda il canto di Chishū Ryū), il regista ci mostra coppie volitive quanto responsabili, decise a coronare i propri sogni amorosi senza ingerenze familiari e lavorando duramente…
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Leggi tutto →: TRE DONNE PER UN CINEMA LIBEROYoshiko Kuga, uno dei volti più noti del cinema giapponese classico, interprete delicata ed elegante, si è spenta il 9 giugno 2024, all’età di 93 anni. Lavorò con i più grandi: Ozu, Kurosawa, Naruse, Kinoshita, Mizoguchi, Tanaka, Gosho, Oshima. Il regista Hiroshi Inagaki la definì “una principessa” sottolineando la sua particolare…
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Leggi tutto →: DAUGHTERS, WIVES AND A MOTHER (Musume tsuma haha, 1960), Mikio NaruseMolte delle protagoniste di Naruse sono vittime di prigioni esterne (il giudizio della famiglia; il tradizionalismo della società; lo sguardo severo della comunità in cui vivono) ma altrettanto opprimenti possono essere le prigioni interiori, che le bloccano in lunghi periodi di stasi. In realtà, l’immobilità afasica è teatro di un…
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Leggi tutto →: UNTAMED (Arakure, 1957) di Mikio NaruseNon sono pochi i film in cui Naruse ci offre una dimostrazione del suo inequivocabile, quanto spesso frainteso, senso dell’umorismo. Troppo spesso il regista viene schematizzato come metteur en scène di tristi melodrammi, mentre in realtà il suo tocco leggero vive di sfumature anche nei toni, che non di rado celano sottigliezze…
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Leggi tutto →: HOT GIMMICK: GIRL MEETS BOY (2019), Yūki YamatoHo visto per caso, su Netflix, un film (tratto da un manga) intitolato banalmente Hot Gimmick: Girl Meets Boy. Ma avrei pensato di trovarmi di fronte a un’opera così libera e irriducibile ai dettami del cinema contemporaneo, in particolar modo quello prodotto sotto l’egida delle piattaforme. Il film (girato a…




















