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Leggi tutto →: LA FORTEZZA NASCOSTA (Kakushi-toride no san-akunin, 1958) di Akira KurosawaLa Fortezza Nascosta è un’esperienza epica e lunare, collocata in un limitare di difficile definizione: luogo dell’immaginazione? Spazio della Storia che riemerge dalle polveri per stendersi davanti ai nostri occhi nella sua natura astratta e aliena? Kurosawa realizza uno dei suoi jidaigeki più personali, abdicando al realismo e stilizzando ambienti…
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Leggi tutto →: THE GOOD FAIRY (Zenma, 1951), Keisuke KinoshitaOpera del 1951, un anno impegnativo per il prolifico Kinoshita che realizza quattro film, tra cui il surreale e magnifico Carmen Comes Home, primo film a colori del Giappone. The Good Fairy (in originale “Il demone buono”, titolo ben più significativo) è un film “minore” e incerto: Kinoshita ne approfitta…
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Leggi tutto →: FOR THE RIGHT DAMAGED EYE (1968) di Toshio MatsumotoNell’ambito del Pesaro Film Fest 2024, all’interno della sezione dedicata al cinema sperimentale, è stato presentato il corto di Matsumoto Toshio For the damaged right eye (1968). Matsumoto, principalmente conosciuto per Funeral Parade of Roses (1969) – un film unico, che muove dalla classicità dell’ Edipo Re per frantumarla e…
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Leggi tutto →: THE WOMAN IN THE RUMOR (Uwasa no Onna, 1954), Kenji Mizoguchi[Please scroll down for the english version]Film del 1954 e ultimo film di Mizoguchi interpretato da Kinuyo Tanaka, che per il regista incarnò moltissimi personaggi differenti – geishe, contadine, mogli ridotte in povertà, amanti tradite, prostitute, madri – donando a ciascuna di loro un carattere intenso e unico, complesso e…
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Leggi tutto →: L’IMPICCAGIONE (Kōshikei, 1968) di Nagisa ŌshimaNel 1968 Ōshima gira un film nerissimo in cui delinea, attraverso dialoghi taglienti e scelte grafiche nette, un’antropologia del popolo giapponese nel suo rapporto travagliato con la Corea; e allo stesso tempo esprime una viscerale dichiarazione contro la violenza di stato e la pena di morte. Prendendo spunto da “L’incidente…
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Leggi tutto →: 100 anni di HIDEKO TAKAMINEIl 2024, ormai al crepuscolo, è un anno importante per il cinema giapponese: in tutto l’arcipelago sono in corso, da mesi, le celebrazioni per il centenario della nascita di Hideko Takamine, tra le interpreti più amate del Sol Levante.Presenza magnetica, di straordinario talento, Hideko Takamine incarnò la bellezza dell’amore e…
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Leggi tutto →: THE PORNOGRAPHERS (Introduzione all’antropologia) di Shōhei Imamura, 1966[Please scroll down for the english version]The Pornographers ( Jinruigaku nyūmon), primo film che Imamura realizza da indipendente, senza avere alle spalle la Nikkatsu, porta alle estreme conseguenze la sua visione del Giappone post bellico – corrotto, privo di etica, sedotto dal capitalismo di matrice statunitense – e intensifica lo sperimentalismo…
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Leggi tutto →: BLACK RAIN (Kuroi Ame, 1989) di Shōhei ImamuraLa mattina del 6 agosto 1945, Shigematsu sale su un treno da Hiroshima per andare a lavorare in fabbrica, ma poco dopo l’esercito americano sgancia la bomba atomica. La vita dell’uomo e della sua famiglia cambia per sempre. Sua nipote Yasuko, come molti altri, si ammala per l’esposizione alle radiazioni…
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Leggi tutto →: IL MALE NON ESISTE (Aku wa sonzai shina, 2023) di Ryūsuke HamaguchiParlando del suo film Ponyo sulla scogliera (2009), Miyazaki dichiarò in un’intervista che in natura “il male non esiste”. Da sempre proteso verso una nuova armonia tra uomo e ambiente, il grande animatore giapponese sottolineava l’esistenza di cicli naturali da assecondare e rispettare. Forse, anche per Hamaguchi la natura intesa…
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Leggi tutto →: LA MUSICA DI GION – GION BAYASHI (1953) di Kenji MizoguchiGion Bayashi (La musica di Gion, 1953) di Mizoguchi Kenji è un film bellissimo e complesso, che in soli 85 minuti posa il suo sguardo sulla tradizione delle geishe e sulla loro vita, dall’apprendistato alla maturità, nel quadro del Giappone del dopoguerra. La sensibile e raffinata regia di Mizoguchi cala…
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Leggi tutto →: YASUJIRŌ OZU: “Tutto ciò che è essenziale della vita umana”Tempo fa mi colpì questo commento di un utente su YouTube: “I film di Ozu mi fanno desiderare di essere più gentile con gli altri”. È vero: è il primo effetto che fanno, e lo notò anche il regista iraniano Kiarostami. Ogni film di Ozu è espressione del suo amore…
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Leggi tutto →: KENJI MISUMI: DESTINY’S SON (1962) e KEN (19649Qualche riflessione su Kenji Misumi, protagonista de Il Cinema Ritrovato della Cineteca di Bologna. In DESTINY’S SON (KIRU, 1962) trovo impressionante il suo controllo formale, l’uso dello spazio e ancor di più dello sguardo degli attori, che sembrano sempre rivolgersi a un “oltre” fuori campo. Anche nei dialoghi, gli attori…
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Leggi tutto →: LA DONNA NELLA RETATA (Dragnet girl, 1933) di Yasujirō Ozu“Sono diventato assistente di Ozu ai tempi di Dragnet Girl (1933). Lo ammiravo enormemente ma rimasi sorpreso da quanto fosse duro il lavoro. (…) Ozu continuava a spostare gli oggetti dopo ogni ripresa: c’era questo quadro su una parete, e lui continuava a spostarlo di una frazione di centimetro. (…)…
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Leggi tutto →: SHE WAS LIKE A WILD CHRYSANTHEMUM (1955) di Keisuke Kinoshita[Please scroll down for the English Version]L’amore di Kinoshita per il cinema, il suo sentimento nostalgico e umanista e l’inclinazione a rivelare la bellezza del mondo, anche nei suoi aspetti più umili e naturali, lo conducono alla realizzazione di She was like a wild chrysanthemum, tra le sue opere più…
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Leggi tutto →: ZENZŌ MATSUYAMA: HAPPINESS OF US ALONE (1961) AND MOTHER COUNTRY (1962)Sono rimasta istintivamente attratta da questa figura (poco nota in Italia) di rilievo del cinema classico giapponese dopo averlo scoperto come sceneggiatore: a lui si devono, tra gli altri, lo script della trilogia The Human Condition (Kobayashi), così come di Yearning o Hit and Run (Naruse). Matsuyama debuttò nella regia…
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Leggi tutto →: HIT AND RUN (ひき逃げ, Hikinige, Mikio Naruse, 1966)Meno conosciuto di Ozu, Mikio Naruse (1905 – 1969) fu un regista di donne osservate con sensibilità estrema, dai sentimenti forti e veri, in lotta contro una società rigida e un destino spesso tempestoso. Il suo cinema nacque all’interno della grande tradizione della classicità giapponese, ma negli ultimi anni della…
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Leggi tutto →: LOVE LIFE (Rabu Raifu, 2022), Kōji Fukada[questa recensione contiene spoiler]Sinossi: Taeko e Jiro conducono un’esistenza tranquilla assieme al figlio Keita, quando un incidente provoca la morte del piccolo. Il dolore e il senso di colpa riavvicinano la donna all’ex marito Park, che è anche il padre biologico del bambino; mentre Jiro a suo volta affronta il…
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Leggi tutto →: BASHING (バッシング, Basshingu, 2005), di Masahiro KobayashiPoco tempo fa ci ha lasciati un regista importante, Masahiro Kobayashi, fautore di un cinema personale, umanista e fuori dagli schemi che sto scoprendo soltanto ora.Ho visto il suo Bashing (2005) e sono rimasta molto impressionata dalla bravura del regista, dal suo amore nei confronti dei personaggi e dalla condanna…
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Leggi tutto →: VOICES IN THE WIND (Kaze no denwa, 2020), Nobuhiro SuwaPresentato alla Berlinale del 2021, Voices in the wind è un’opera di grande bellezza che certamente meritava una distribuzione italiana. Diretto da Nobuhiro Suwa, il film (in originale “Il telefono del vento”) segue il peregrinare di Haru, adolescente sopravvissuta allo tsunami del 2011 e sofferente per la perdita della sua famiglia:…
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Leggi tutto →: Un nuovo sito di cinema giapponeseHo deciso di aprire questo blog per conservare i miei scritti di cinema giapponese affinché non si smarrissero nel vento: mi piacerebbe far dono, a chi leggerà, di nuovi desideri. Provo nei confronti di queste opere, qui esposte in ordine casuale, un sentimento quasi romantico. L’approdo al cinema giapponese mi…





















