Speciale Kōzaburō Yoshimura
Night Butterflies (Yoru no chô) viene realizzato da Yoshimura un anno dopo Undercurrent (Yoru no kawa), considerato il suo capolavoro. Ma anche quest’opera è straordinaria, vibrante di sperimentazione e di spirito d’osservazione acuto e moderno. Il film contrappone due dive: Machiko Kyō e Fujiko Yamamoto, nei panni di Mari e O-Kiku, proprietarie di bar nel ricco quartiere di Ginza. Girato in parte a colori e in parte in b/n, Night Butterflies è narrato dalla voce fuori campo di un personaggio maschile, ma il fulcro del racconto sono le due donne in feroce rivalità, colme di odio reciproco ammantato di urbana sofisticazione. Mari e O-kiku sono emblematiche delle contraddizioni del paese nel dopoguerra e rappresentative della schizofrenia tra tradizione e tensioni moderne. Pragmatiche e ciniche, le due protagoniste vivono tuttavia anche una condizione di dipendenza amorosa e uno stato di sudditanza, culturalmente acquisito, nei confronti di uomini vigliacchi e mediocri.
La regia di Yoshimura è mossa, penetrante nello studio dei personaggi, avvicinati mediante movimenti di macchina rapidi, carrelli in avanti, primi piani “brutali”. Le panoramiche urbane, notturne e stilizzate, amplificano il senso di alienazione e l’insignificanza delle sofferenze umane. Si coglie una fascinazione per il cinema americano sia a livello formale che psicologico, con una particolare propensione nei confronti di personaggi individualisti e “larger than life”. Il prefinale, magnifico e nerissimo, ci mostra un inseguimento in auto dallo stile hitchcockiano, con un montaggio espressivo e la concentrazione su dettagli che accrescono il suspence.









[Lo speciale comprende The Ball at the Anjo House (1947) – Clothes of Deception (1951) – An Osaka Story (1957) – Night Butterflies (1957) – A woman’s testament (1960)]























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