Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le vite di diverse persone in un quartiere povero di Tokyo si intrecciano. Un gruppo di lustrascarpe, una prostituta, un creatore di bigiotteria e un’artista di strada lottano per guadagnarsi da vivere e trovare la felicità in un ambiente difficile.
Tokyo Sweetheart (1952) del “grande mestierante” Yasuki Chiba è un film incredibilmente interessante, che offre una personalissima interpretazione delle varie correnti del cinema mondiale, dal neorealismo alla commedia americana, dal melodramma fino all’action e al comico. Interpreti, Setsuko Hara nei panni dell’artista bohémien – una donna libera, indipendente e in pantaloni, in un contesto di figure femminili economicamente dipendenti dall’uomo – e un giovane e affascinante Toshiro Mifune in un ruolo alla Gary Cooper. Episodico e brillante, il film ci presenta una variegata umanità popolare: sciuscià, operai, industriali, prostitute, in una Tokyo in cui confluiscono culture, passato, nuove tensioni e una gioventù spregiudicata ma dal cuore d’oro.
Il film annovera scene memorabili: Setsuko Hara riflessa in uno specchio, in una sequenza ricca di equivoci alla Lubitsch; Hara e Mifune in un confronto da “guerra dei sessi” che è allo stesso tempo corteggiamento e seduzione; Mifune in una scena streetfighting coreografata in forma estremamente moderna; e un balletto acquatico – ispirato alla stilizzazione del teatro kabuki – che è puro surrealismo.






Yasuki Chiba asseconda il forzato “ottimismo” imposto dall’occupazione americana, ma non tradisce il vero stato d’animo del paese, ritraendo un dopoguerra difficile, in cui povertà, crimine (si veda la presenza della yakuza), disperazione e baracche si moltiplicano come cicatrici di una società ferita. Inoltre Chiba conserva uno sguardo d’amore nei confronti del passato, mettendo in scena una vicenda in cui affetti, famiglia e onore rappresentano valori luminosi a cui ancorarsi in un periodo storico di grande smarrimento.
Con la sua complessa orchestrazione di entrate e uscite di scena, trovate comiche, sorprese, cambi di genere, Tokyo Sweetheart è un’opera fieramente popolare (grazie anche alla presenza di Yōko Sugi, già protagonista assieme a Setsuko Hara del celebre Aoi Sanmiaku, 1949, Tadashi Imai) ma ricchissima di tocchi autoriali. Si veda l’abilità di Chiba nel situare Hara e Mifune in un rapporto di affinità elettiva stilizzandone all’unisono i movimenti; così come il gusto per la gag corporale (che richiama il nansensu mono del muto) e le dinamiche da screwball comedy. Chiba si destreggia tra il cinema di Hollywood più sofisticato e le nuove istanze neorealiste, evidenti non solo nell’ambientazione, ma anche nella libertà in cui respirano i suoi personaggi; eppure, nella pluralità di suggestioni, il film conserva un’anima profondamente giapponese, racchiusa nella sensibilità tipica del “cinema delle lacrime” alla Kinoshita.
Ed è proprio in una delle scene più toccanti, mentre Mifune intona una canzone, che scorgiamo il grandissimo talento di Hara, secondo Ozu “la più grande attrice del giappone”. Il personaggio da lei interpretato si rattrista ascoltando il brano, e l’espressione lascia intuire il balenio d’un pensiero, un ricordo doloroso. Una manciata di secondi in cui l’attrice, con minime sfumature, lascia scorrere su di sé lo stato d’animo e il destino di una nazione.
Da notare, infine, il rovesciamento del “male gaze” in uno sguardo femminile desiderante che indugia sul corpo di Mifune, divo dal corpo “oggettivizzato”. Più volte vediamo l’attore togliersi la camicia, rivelando una fisicità perfetta e sensuale che reca turbamento. Lo spostamento dell’attenzione sul corpo maschile trova in Mifune il protagonista privilegiato: prima di Chiba, anche Akira Kurosawa lo aveva mostrato a petto nudo ne L’Angelo ubriaco (1948) ma è Kinoshita ad esaltarlo eroticamente in Wedding Ring (1950). Chiba compie un passo ulteriore contrapponendo alla pelle dolce e disponibile di Mifune l’immagine volitiva di Hara: un motivo in più per amare Tokyo Sweetheart, un’opera piena di cinema e di godimento.


























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