-
Leggi tutto →: TAG (Riaru Onigokko, 2015), Sion SonoMitsuko, una studentessa delle superiori, si ritrova coinvolta in una serie di scenari bizzarri e violenti. Mentre attraversa questa catena di esperienze surreali, la ragazza scopre la vera natura della sua realtà. Dal 2021 Sion Sono non realizza più un film. Accusato di molestie sessuali, il regista è scomparso dal…
-
Leggi tutto →: THE LONELY 19:00 (Kinkyū jitai senge #2: Kodoku na jūkyūji, 2020), Sion SonoSopravvissuto al “virus del cent’anni”, Otomi vive da solo e non esce mai di casa, neanche durante il giorno “di uscita” istituito dal governo. Ma un giorno, un suono mai sentito prima lo spinge a lasciare le mura familiari e a sperimentare l’ignoto del vivere. “Voglio che la gente guardi…
-
Leggi tutto →: THAT NIGHT’S WIFE (Sono Yo no Tsuma, 1930), Yasujirō OzuUn giovane uomo disperato, Shūji, commette una rapina per salvare la figlia malata Michiko. Il detective Kagawa lo insegue fino a casa, ma la moglie di Shūji, Mayumi, riesce a prenderlo in ostaggio. Poco prima, il dottore le ha spiegato che se Michiko sopravvive alla notte, il peggio sarà passato.…
-
Leggi tutto →: Mr. Thank-You (Arigatō-san, 1936), Hiroshi Shimizu“Le persone come me e Ozu realizzano film grazie al duro lavoro, ma Shimizu è un genio.” – Kenji Mizoguchi Shimizu fu uno degli autori più prolifici e talentuosi del periodo classico del cinema giapponese. Regista a soli 21 anni, girò più di 160 film, molti dei quali andati perduti,…
-
Leggi tutto →: VISITORS: COMPLETE EDITION (2023), Kenichi UganaNel panorama delle produzioni nipponiche contemporanee non mancano i registi desiderosi di sfuggire alle maglie di un repertorio convenzionale a favore di un cinema di genere anarchico e vitale. Tra questi vi è Kenichi Ugana, mosso da un principio di piacere ludico e surrealista: il suo Visitors: Complete Edition (2023)…
-
Leggi tutto →: AFTER LIFE (Wandāfuru raifu, 1998), Hirokazu Kore’eda“Realizzare After Life mi ha aiutato a vedere il cinema in modo diverso. Questo è un film sulla memoria, ma è anche un film su cosa significhi fare cinema.” – Hirokazu Koreeda Il titolo originale di After Life, Wandāfuru raifu, significa in realtà wonderful life, (vita meravigliosa, nell’accezione del film di…
-
Leggi tutto →: PERFECT DAYS (2023), Wim WendersWim Wenders trasferisce in Perfect Days tutto il suo amore per una cultura – e un cinema – osservati lungamente nel corso del tempo. Ed è significativo che anni di studio, riflessioni e uno sguardo meticoloso – in parte incantato, in parte entomologico – confluiscano in un’opera semplice e apparentemente…
-
Leggi tutto →: JOURNEY TO THE SHORE (Kishibe no Tabi, 2015), Kiyoshi KurosawaJourney to the shore ha tutto ciò che amo del cinema: i fantasmi, l’amore, la nostalgia, il limitare onirico tra vita e morte, il “viaggio” in una natura al contempo familiare e perturbante. Il fantasma Yusuke (Asano Tadanobu) cerca una pace a ritroso, immagina una vita diversa mentre lo schermo…
-
Leggi tutto →: CHARISMA (Karisuma, 1999), Kiyoshi KurosawaIn Charisma il mondo messo in scena dal grande autore giapponese fa parte del suo riconoscibile, enigmatico immaginario, tra i più belli e cinematografici del nostro tempo. Kurosawa rende il familiare misterioso e perturbante: una foresta diviene sede di malattia e corruzione; un albero fragile irradia il suo potere nefasto…
-
Leggi tutto →: TO THE ENDS OF EARTH (Tabi no Owari Sekai no Hajimari, 2019), Kiyoshi KurosawaKiyoshi Kurosawa è un regista che non finisce mai di sorprendermi. Sebbene la critica internazionale lo conosca soprattutto per il suo personale e raffinato contributo al j-horror, il cinema di Kurosawa è molto più ricco, sfumato e dai confini indefiniti. La sua curiosità di artista, la sensibilità percettiva spingono il…
-
Leggi tutto →: VIVERE (IKIRU, 1952), Akira KurosawaIspirato alla novella di Lev Tolstoj La morte di Ivan Il’ič, Ikiru è una struggente ode alla vita, un’opera dalla complessa struttura temporale e dalle infinite rime intertestuali. Ma anche un film “istintivo” nel ritagliare figure popolari spontanee, realistiche, di una bellezza selvatica, come la giovane Toyo (Miki Odagiri). Il regista coglie…
-
Leggi tutto →: BUON GIORNO (Ohayō, 1959) Yasujirō OzuOzu torna a parlare di bambini in uno dei suoi film più musicali, memori del classicismo del muto per l’uso di gag e di una perfetta orchestrazione formale. Dopo tanti film incentrati sulle classi medie in contesti urbani, Ozu riscopre i sobborghi in cui allestisce un vaudeville di comari pettegole,…
-
Leggi tutto →: ONE MILLION YEN GIRL (Hyakuman-en to nigamushi onna, 2008), Yuki Tanada“…Ti sei mai sentito come se non appartenessi a nessun posto e volessi solo vivere dove nessuno ti conosce?“One Million Yen Girl (2008, Tanada Yuki) è la piccola odissea di una ragazza (interpretata dalla brava e sensibile Yū Aoi) a confronto con una vita troppo difficile per chi ha un…
-
Leggi tutto →: EGOIST (Egoisuto, 2022) Daishi MatsunagaNon capita spesso di vedere, nel cinema giapponese, un film girato quasi interamente macchina a mano. Eppure la regia di Matsunaga non ha nulla dell’estetica, ormai obsoleta e codificata, del cinema “indie”, bensì persegue una propria intima leggerezza. È difficile afferrare i sentimenti umani, così vivi e imprendibili: Matsunaga sceglie…
-
Leggi tutto →: THE BALL AT THE ANJO HOUSE (Anjō-ke no butōkai, 1947), Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Coadiuvato dal bellissimo script di Kaneto Shindō (con cui collabora per la prima volta), The ball at the Anjō house è il primo film di Kōzaburō Yoshimura a posizionarsi in cima alla prestigiosa classifica di Kinema Junpō del 1947. Un film magico, sfuggente e indefinibile; un sogno…
-
Leggi tutto →: CLOTHES OF DECEPTION (Itsuwareru seiso, 1951), Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Dopo il successo di The Ball at the Anjo House (1947), che vince il Kinema Junpo Award per il miglior film, Kōzaburō Yoshimura e Kaneto Shindō iniziano a collaborare regolarmente, uniti da una medesima visione di cinema e da un’insofferenza nei confronti della Shōchiku, che ne soffocava l’impulso creativo.…
-
Leggi tutto →: A WOMAN’S TESTAMENT (Jokyō, 1960) di Yoshimura, Ichikawa, MasumuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Come scrive il critico Tadao Sato, “il regista Yoshimura usa coscientemente la tecnica della costruzione trasversale, con un’impressione di profonda tridimensionalità”. Questa particolare intraprendenza registica, unita ad un’appassionata vena umanista e una predilezione per personaggi di grande vitalità e fuori dal comune la ritroviamo anche nel film…
-
Leggi tutto →: AN OSAKA STORY (1957) Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Kōzaburō Yoshimura è uno spietato ritrattista di caratteri, studiati in ogni sfumatura, amati e odiati senza riserve: An Osaka Story (Osaka Monogatari, nato come progetto incompiuto di Mizoguchi) è formidabile nel raccontare la vicenda di Nihei, un povero contadino di paese che, una volta arricchito, perde qualsiasi umanità…
-
Leggi tutto →: NIGHT BUTTERFLIES (Yoru no chō, 1957) Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Night Butterflies (Yoru no chô) viene realizzato da Yoshimura un anno dopo Undercurrent (Yoru no kawa), considerato il suo capolavoro. Ma anche quest’opera è straordinaria, vibrante di sperimentazione e di spirito d’osservazione acuto e moderno. Il film contrappone due dive: Machiko Kyō e Fujiko Yamamoto, nei panni…
-
Leggi tutto →: Kinuyo Tanaka e FIORI D’EQUINOZIO (1958)In Fiori d’equinozio (Higanbana) Yasujirō Ozu dedica ai giovani e alle loro rivoluzioni uno sguardo attento, affettuoso: pur guardando con nostalgia alle tradizioni (si veda il canto di Chishū Ryū), il regista ci mostra coppie volitive quanto responsabili, decise a coronare i propri sogni amorosi senza ingerenze familiari e lavorando duramente…





















