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Leggi tutto →: LA MUSICA DI GION – GION BAYASHI (1953) di Kenji MizoguchiGion Bayashi (La musica di Gion, 1953) di Mizoguchi Kenji è un film bellissimo e complesso, che in soli 85 minuti posa il suo sguardo sulla tradizione delle geishe e sulla loro vita, dall’apprendistato alla maturità, nel quadro del Giappone del dopoguerra. La sensibile e raffinata regia di Mizoguchi cala…
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Leggi tutto →: YASUJIRŌ OZU: “Tutto ciò che è essenziale della vita umana”Tempo fa mi colpì questo commento di un utente su YouTube: “I film di Ozu mi fanno desiderare di essere più gentile con gli altri”. È vero: è il primo effetto che fanno, e lo notò anche il regista iraniano Kiarostami. Ogni film di Ozu è espressione del suo amore…
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Leggi tutto →: KENJI MISUMI: DESTINY’S SON (1962) e KEN (19649Qualche riflessione su Kenji Misumi, protagonista de Il Cinema Ritrovato della Cineteca di Bologna. In DESTINY’S SON (KIRU, 1962) trovo impressionante il suo controllo formale, l’uso dello spazio e ancor di più dello sguardo degli attori, che sembrano sempre rivolgersi a un “oltre” fuori campo. Anche nei dialoghi, gli attori…
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Leggi tutto →: LA DONNA NELLA RETATA (Dragnet girl, 1933) di Yasujirō Ozu“Sono diventato assistente di Ozu ai tempi di Dragnet Girl (1933). Lo ammiravo enormemente ma rimasi sorpreso da quanto fosse duro il lavoro. (…) Ozu continuava a spostare gli oggetti dopo ogni ripresa: c’era questo quadro su una parete, e lui continuava a spostarlo di una frazione di centimetro. (…)…
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Leggi tutto →: SHE WAS LIKE A WILD CHRYSANTHEMUM (1955) di Keisuke Kinoshita[Please scroll down for the English Version]L’amore di Kinoshita per il cinema, il suo sentimento nostalgico e umanista e l’inclinazione a rivelare la bellezza del mondo, anche nei suoi aspetti più umili e naturali, lo conducono alla realizzazione di She was like a wild chrysanthemum, tra le sue opere più…
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Leggi tutto →: ZENZŌ MATSUYAMA: HAPPINESS OF US ALONE (1961) AND MOTHER COUNTRY (1962)Sono rimasta istintivamente attratta da questa figura (poco nota in Italia) di rilievo del cinema classico giapponese dopo averlo scoperto come sceneggiatore: a lui si devono, tra gli altri, lo script della trilogia The Human Condition (Kobayashi), così come di Yearning o Hit and Run (Naruse). Matsuyama debuttò nella regia…
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Leggi tutto →: HIT AND RUN (ひき逃げ, Hikinige, Mikio Naruse, 1966)Meno conosciuto di Ozu, Mikio Naruse (1905 – 1969) fu un regista di donne osservate con sensibilità estrema, dai sentimenti forti e veri, in lotta contro una società rigida e un destino spesso tempestoso. Il suo cinema nacque all’interno della grande tradizione della classicità giapponese, ma negli ultimi anni della…
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Leggi tutto →: LOVE LIFE (Rabu Raifu, 2022), Kōji Fukada[questa recensione contiene spoiler]Sinossi: Taeko e Jiro conducono un’esistenza tranquilla assieme al figlio Keita, quando un incidente provoca la morte del piccolo. Il dolore e il senso di colpa riavvicinano la donna all’ex marito Park, che è anche il padre biologico del bambino; mentre Jiro a suo volta affronta il…
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Leggi tutto →: BASHING (バッシング, Basshingu, 2005), di Masahiro KobayashiPoco tempo fa ci ha lasciati un regista importante, Masahiro Kobayashi, fautore di un cinema personale, umanista e fuori dagli schemi che sto scoprendo soltanto ora.Ho visto il suo Bashing (2005) e sono rimasta molto impressionata dalla bravura del regista, dal suo amore nei confronti dei personaggi e dalla condanna…
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Leggi tutto →: VOICES IN THE WIND (Kaze no denwa, 2020), Nobuhiro SuwaPresentato alla Berlinale del 2021, Voices in the wind è un’opera di grande bellezza che certamente meritava una distribuzione italiana. Diretto da Nobuhiro Suwa, il film (in originale “Il telefono del vento”) segue il peregrinare di Haru, adolescente sopravvissuta allo tsunami del 2011 e sofferente per la perdita della sua famiglia:…
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Leggi tutto →: Un nuovo sito di cinema giapponeseHo deciso di aprire questo blog per conservare i miei scritti di cinema giapponese affinché non si smarrissero nel vento: mi piacerebbe far dono, a chi leggerà, di nuovi desideri. Provo nei confronti di queste opere, qui esposte in ordine casuale, un sentimento quasi romantico. L’approdo al cinema giapponese mi…





















