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Leggi tutto →: EGOIST (Egoisuto, 2022) Daishi Matsunaga[Please scroll down for the English Version]Una storia che esplora l’amore, il sacrificio e la vulnerabilità attraverso il legame tra Kosuke, un solitario fashion editor, e Ryūta, il suo personal trainer. Quando Kosuke assume Ryūta, un sentimento mai provato lo travolge. I due iniziano a frequentarsi, ma Ryūta sembra avvolto…
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Leggi tutto →: THE BALL AT THE ANJO HOUSE (Anjō-ke no butōkai, 1947), Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Coadiuvato dal bellissimo script di Kaneto Shindō (con cui collabora per la prima volta), The ball at the Anjō house è il primo film di Kōzaburō Yoshimura a posizionarsi in cima alla prestigiosa classifica di Kinema Junpō del 1947. Un film magico, sfuggente e indefinibile; un sogno…
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Leggi tutto →: CLOTHES OF DECEPTION (Itsuwareru seiso, 1951), Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Dopo il successo di The Ball at the Anjo House (1947), che vince il Kinema Junpo Award per il miglior film, Kōzaburō Yoshimura e Kaneto Shindō iniziano a collaborare regolarmente, uniti da una medesima visione di cinema e da un’insofferenza nei confronti della Shōchiku, che ne soffocava l’impulso creativo.…
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Leggi tutto →: A WOMAN’S TESTAMENT (Jokyō, 1960) di Yoshimura, Ichikawa, MasumuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Come scrive il critico Tadao Sato, “il regista Yoshimura usa coscientemente la tecnica della costruzione trasversale, con un’impressione di profonda tridimensionalità”. Questa particolare intraprendenza registica, unita ad un’appassionata vena umanista e una predilezione per personaggi di grande vitalità e fuori dal comune la ritroviamo anche nel film…
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Leggi tutto →: AN OSAKA STORY (1957) Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Kōzaburō Yoshimura è uno spietato ritrattista di caratteri, studiati in ogni sfumatura, amati e odiati senza riserve: An Osaka Story (Osaka Monogatari, nato come progetto incompiuto di Mizoguchi) è formidabile nel raccontare la vicenda di Nihei, un povero contadino di paese che, una volta arricchito, perde qualsiasi umanità…
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Leggi tutto →: NIGHT BUTTERFLIES (Yoru no chō, 1957) Kōzaburō YoshimuraSpeciale Kōzaburō Yoshimura Night Butterflies (Yoru no chô) viene realizzato da Yoshimura un anno dopo Undercurrent (Yoru no kawa), considerato il suo capolavoro. Ma anche quest’opera è straordinaria, vibrante di sperimentazione e di spirito d’osservazione acuto e moderno. Il film contrappone due dive: Machiko Kyō e Fujiko Yamamoto, nei panni…
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Leggi tutto →: Kinuyo Tanaka e FIORI D’EQUINOZIO (1958)In Fiori d’equinozio (Higanbana) Yasujirō Ozu dedica ai giovani e alle loro rivoluzioni uno sguardo attento, affettuoso: pur guardando con nostalgia alle tradizioni (si veda il canto di Chishū Ryū), il regista ci mostra coppie volitive quanto responsabili, decise a coronare i propri sogni amorosi senza ingerenze familiari e lavorando duramente…
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Leggi tutto →: TRE DONNE PER UN CINEMA LIBEROYoshiko Kuga, uno dei volti più noti del cinema giapponese classico, interprete delicata ed elegante, si è spenta il 9 giugno 2024, all’età di 93 anni. Lavorò con i più grandi: Ozu, Kurosawa, Naruse, Kinoshita, Mizoguchi, Tanaka, Gosho, Oshima. Il regista Hiroshi Inagaki la definì “una principessa” sottolineando la sua particolare…
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Leggi tutto →: DAUGHTERS, WIVES AND A MOTHER (Musume tsuma haha, 1960), Mikio NaruseMolte delle protagoniste di Naruse sono vittime di prigioni esterne (il giudizio della famiglia; il tradizionalismo della società; lo sguardo severo della comunità in cui vivono) ma altrettanto opprimenti possono essere le prigioni interiori, che le bloccano in lunghi periodi di stasi. In realtà, l’immobilità afasica è teatro di un…
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Leggi tutto →: UNTAMED (Arakure, 1957) di Mikio NaruseNon sono pochi i film in cui Naruse ci offre una dimostrazione del suo inequivocabile, quanto spesso frainteso, senso dell’umorismo. Troppo spesso il regista viene schematizzato come metteur en scène di tristi melodrammi, mentre in realtà il suo tocco leggero vive di sfumature anche nei toni, che non di rado celano sottigliezze…
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Leggi tutto →: HOT GIMMICK: GIRL MEETS BOY (2019), Yūki YamatoHo visto per caso, su Netflix, un film (tratto da un manga) intitolato banalmente Hot Gimmick: Girl Meets Boy. Ma avrei pensato di trovarmi di fronte a un’opera così libera e irriducibile ai dettami del cinema contemporaneo, in particolar modo quello prodotto sotto l’egida delle piattaforme. Il film (girato a…
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Leggi tutto →: LA FORTEZZA NASCOSTA (Kakushi-toride no san-akunin, 1958) di Akira KurosawaLa Fortezza Nascosta è un’esperienza epica e lunare, collocata in un limitare di difficile definizione: luogo dell’immaginazione? Spazio della Storia che riemerge dalle polveri per stendersi davanti ai nostri occhi nella sua natura astratta e aliena? Kurosawa realizza uno dei suoi jidaigeki più personali, abdicando al realismo e stilizzando ambienti…
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Leggi tutto →: THE GOOD FAIRY (Zenma, 1951), Keisuke KinoshitaOpera del 1951, un anno impegnativo per il prolifico Kinoshita che realizza quattro film, tra cui il surreale e magnifico Carmen Comes Home, primo film a colori del Giappone. The Good Fairy (in originale “Il demone buono”, titolo ben più significativo) è un film “minore” e incerto: Kinoshita ne approfitta…
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Leggi tutto →: FOR THE RIGHT DAMAGED EYE (1968) di Toshio MatsumotoNell’ambito del Pesaro Film Fest 2024, all’interno della sezione dedicata al cinema sperimentale, è stato presentato il corto di Matsumoto Toshio For the damaged right eye (1968). Matsumoto, principalmente conosciuto per Funeral Parade of Roses (1969) – un film unico, che muove dalla classicità dell’ Edipo Re per frantumarla e…
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Leggi tutto →: THE WOMAN IN THE RUMOR (Uwasa no Onna, 1954), Kenji Mizoguchi[Please scroll down for the english version]Film del 1954 e ultimo film di Mizoguchi interpretato da Kinuyo Tanaka, che per il regista incarnò moltissimi personaggi differenti – geishe, contadine, mogli ridotte in povertà, amanti tradite, prostitute, madri – donando a ciascuna di loro un carattere intenso e unico, complesso e…
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Leggi tutto →: L’IMPICCAGIONE (Kōshikei, 1968) di Nagisa ŌshimaNel 1968 Ōshima gira un film nerissimo in cui delinea, attraverso dialoghi taglienti e scelte grafiche nette, un’antropologia del popolo giapponese nel suo rapporto travagliato con la Corea; e allo stesso tempo esprime una viscerale dichiarazione contro la violenza di stato e la pena di morte. Prendendo spunto da “L’incidente…
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Leggi tutto →: 100 anni di HIDEKO TAKAMINEIl 2024, ormai al crepuscolo, è un anno importante per il cinema giapponese: in tutto l’arcipelago sono in corso, da mesi, le celebrazioni per il centenario della nascita di Hideko Takamine, tra le interpreti più amate del Sol Levante.Presenza magnetica, di straordinario talento, Hideko Takamine incarnò la bellezza dell’amore e…
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Leggi tutto →: THE PORNOGRAPHERS (Introduzione all’antropologia) di Shōhei Imamura, 1966[Please scroll down for the english version]The Pornographers ( Jinruigaku nyūmon), primo film che Imamura realizza da indipendente, senza avere alle spalle la Nikkatsu, porta alle estreme conseguenze la sua visione del Giappone post bellico – corrotto, privo di etica, sedotto dal capitalismo di matrice statunitense – e intensifica lo sperimentalismo…
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Leggi tutto →: BLACK RAIN (Kuroi Ame, 1989) di Shōhei ImamuraLa mattina del 6 agosto 1945, Shigematsu sale su un treno da Hiroshima per andare a lavorare in fabbrica, ma poco dopo l’esercito americano sgancia la bomba atomica. La vita dell’uomo e della sua famiglia cambia per sempre. Sua nipote Yasuko, come molti altri, si ammala per l’esposizione alle radiazioni…
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Leggi tutto →: IL MALE NON ESISTE (Aku wa sonzai shina, 2023) di Ryūsuke HamaguchiParlando del suo film Ponyo sulla scogliera (2009), Miyazaki dichiarò in un’intervista che in natura “il male non esiste”. Da sempre proteso verso una nuova armonia tra uomo e ambiente, il grande animatore giapponese sottolineava l’esistenza di cicli naturali da assecondare e rispettare. Forse, anche per Hamaguchi la natura intesa…




















