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Leggi tutto →: Kinuyo Tanaka e FIORI D’EQUINOZIO (1958)In Fiori d’equinozio (Higanbana) Yasujirō Ozu dedica ai giovani e alle loro rivoluzioni uno sguardo attento, affettuoso: pur guardando con nostalgia alle tradizioni (si veda il canto di Chishū Ryū), il regista ci mostra coppie volitive quanto responsabili, decise a coronare i propri sogni amorosi senza ingerenze familiari e lavorando duramente…
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Leggi tutto →: TRE DONNE PER UN CINEMA LIBEROYoshiko Kuga, uno dei volti più noti del cinema giapponese classico, interprete delicata ed elegante, si è spenta il 9 giugno 2024, all’età di 93 anni. Lavorò con i più grandi: Ozu, Kurosawa, Naruse, Kinoshita, Mizoguchi, Tanaka, Gosho, Oshima. Il regista Hiroshi Inagaki la definì “una principessa” sottolineando la sua particolare…
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Leggi tutto →: DAUGHTERS, WIVES AND A MOTHER (Musume tsuma haha, 1960), Mikio NaruseMolte delle protagoniste di Naruse sono vittime di prigioni esterne (il giudizio della famiglia; il tradizionalismo della società; lo sguardo severo della comunità in cui vivono) ma altrettanto opprimenti possono essere le prigioni interiori, che le bloccano in lunghi periodi di stasi. In realtà, l’immobilità afasica è teatro di un…
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Leggi tutto →: UNTAMED (Arakure, 1957) di Mikio NaruseNon sono pochi i film in cui Naruse ci offre una dimostrazione del suo inequivocabile, quanto spesso frainteso, senso dell’umorismo. Troppo spesso il regista viene schematizzato come metteur en scène di tristi melodrammi, mentre in realtà il suo tocco leggero vive di sfumature anche nei toni, che non di rado celano sottigliezze…
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Leggi tutto →: HOT GIMMICK: GIRL MEETS BOY (2019), Yūki YamatoHo visto per caso, su Netflix, un film (tratto da un manga) intitolato banalmente Hot Gimmick: Girl Meets Boy. Ma avrei pensato di trovarmi di fronte a un’opera così libera e irriducibile ai dettami del cinema contemporaneo, in particolar modo quello prodotto sotto l’egida delle piattaforme. Il film (girato a…
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Leggi tutto →: LA FORTEZZA NASCOSTA (Kakushi-toride no san-akunin, 1958) di Akira KurosawaLa Fortezza Nascosta è un’esperienza epica e lunare, collocata in un limitare di difficile definizione: luogo dell’immaginazione? Spazio della Storia che riemerge dalle polveri per stendersi davanti ai nostri occhi nella sua natura astratta e aliena? Kurosawa realizza uno dei suoi jidaigeki più personali, abdicando al realismo e stilizzando ambienti…
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Leggi tutto →: THE GOOD FAIRY (Zenma, 1951), Keisuke KinoshitaOpera del 1951, un anno impegnativo per il prolifico Kinoshita che realizza quattro film, tra cui il surreale e magnifico Carmen Comes Home, primo film a colori del Giappone. The Good Fairy (in originale “Il demone buono”, titolo ben più significativo) è un film “minore” e incerto: Kinoshita ne approfitta…
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Leggi tutto →: FOR THE RIGHT DAMAGED EYE (1968) di Toshio MatsumotoNell’ambito del Pesaro Film Fest 2024, all’interno della sezione dedicata al cinema sperimentale, è stato presentato il corto di Matsumoto Toshio For the damaged right eye (1968). Matsumoto, principalmente conosciuto per Funeral Parade of Roses (1969) – un film unico, che muove dalla classicità dell’ Edipo Re per frantumarla e…
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Leggi tutto →: THE WOMAN IN THE RUMOR (Uwasa no Onna, 1954), Kenji MizoguchiFilm del 1954 e ultimo film di Mizoguchi interpretato da Tanaka Kinuyo, che per il regista incarnò moltissimi personaggi differenti – geishe, contadine, mogli ridotte in povertà, amanti tradite, prostitute, madri – donando a ciascuna di loro un carattere intenso e unico, complesso e chiaroscurale. Mizoguchi spesso confinò le sue…
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Leggi tutto →: L’IMPICCAGIONE (Kōshikei, 1968) di Nagisa ŌshimaNel 1968 Ōshima gira un film nerissimo in cui delinea, attraverso dialoghi taglienti e scelte grafiche nette, un’antropologia del popolo giapponese nel suo rapporto travagliato con la Corea; e allo stesso tempo esprime una viscerale dichiarazione contro la violenza di stato e la pena di morte. Prendendo spunto da “L’incidente…
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Leggi tutto →: 100 anni di HIDEKO TAKAMINEIl 2024, ormai al crepuscolo, è un anno importante per il cinema giapponese: in tutto l’arcipelago sono in corso, da mesi, le celebrazioni per il centenario della nascita di Hideko Takamine, tra le interpreti più amate del Sol Levante.Presenza magnetica, di straordinario talento, Hideko Takamine incarnò la bellezza dell’amore e…
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Leggi tutto →: THE PORNOGRAPHERS (Introduzione all’antropologia) di Shōhei Imamura, 1966The Pornographers ( Jinruigaku nyūmon), primo film che Imamura realizza da indipendente, senza avere alle spalle la Nikkatsu, porta alle estreme conseguenze la sua visione del Giappone post bellico – corrotto, smarrito, privo di etica e sedotto dal capitalismo di matrice statunitense – e intensifica lo sperimentalismo linguistico.The Pornographers mette in…
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Leggi tutto →: BLACK RAIN (Kuroi Ame, 1989) di Shōhei ImamuraLa mattina del 6 agosto 1945, Shigematsu sale su un treno da Hiroshima per andare a lavorare in fabbrica, ma poco dopo l’esercito americano sgancia la bomba atomica. La vita dell’uomo e della sua famiglia cambia per sempre. Sua nipote Yasuko, come molti altri, si ammala per l’esposizione alle radiazioni…
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Leggi tutto →: IL MALE NON ESISTE (Aku wa sonzai shina, 2023) di Ryūsuke HamaguchiParlando del suo film Ponyo sulla scogliera (2009), Miyazaki dichiarò in un’intervista che in natura “il male non esiste”. Da sempre proteso verso una nuova armonia tra uomo e ambiente, il grande animatore giapponese sottolineava l’esistenza di cicli naturali da assecondare e rispettare. Forse, anche per Hamaguchi la natura intesa…
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Leggi tutto →: LA MUSICA DI GION – GION BAYASHI (1953) di Kenji MizoguchiGion Bayashi (La musica di Gion, 1953) di Mizoguchi Kenji è un film bellissimo e complesso, che in soli 85 minuti posa il suo sguardo sulla tradizione delle geishe e sulla loro vita, dall’apprendistato alla maturità, nel quadro del Giappone del dopoguerra. La sensibile e raffinata regia di Mizoguchi cala…
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Leggi tutto →: YASUJIRŌ OZU: “Tutto ciò che è essenziale della vita umana”Tempo fa mi colpì questo commento di un utente su YouTube: “I film di Ozu mi fanno desiderare di essere più gentile con gli altri”. È vero: è il primo effetto che fanno, e lo notò anche il regista iraniano Kiarostami. Ogni film di Ozu è espressione del suo amore…
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Leggi tutto →: KENJI MISUMI: DESTINY’S SON (1962) e KEN (19649Qualche riflessione su Kenji Misumi, protagonista de Il Cinema Ritrovato della Cineteca di Bologna. In DESTINY’S SON (KIRU, 1962) trovo impressionante il suo controllo formale, l’uso dello spazio e ancor di più dello sguardo degli attori, che sembrano sempre rivolgersi a un “oltre” fuori campo. Anche nei dialoghi, gli attori…
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Leggi tutto →: LA DONNA NELLA RETATA (Dragnet girl, 1933) di Yasujirō Ozu“Sono diventato assistente di Ozu ai tempi di Dragnet Girl (1933). Lo ammiravo enormemente ma rimasi sorpreso da quanto fosse duro il lavoro. (…) Ozu continuava a spostare gli oggetti dopo ogni ripresa: c’era questo quadro su una parete, e lui continuava a spostarlo di una frazione di centimetro. (…)…
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Leggi tutto →: SHE WAS LIKE A WILD CHRYSANTHEMUM (1955) di Keisuke KinoshitaL’amore di Kinoshita per il cinema, il suo sentimento nostalgico e umanista e l’inclinazione a rivelare la bellezza del mondo, anche nei suoi aspetti più umili e naturali, lo conducono alla realizzazione di She was like a wild chrysanthemum, tra le sue opere più belle, fragili ed evanescenti. L’intero film…
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Leggi tutto →: ZENZŌ MATSUYAMA: HAPPINESS OF US ALONE (1961) AND MOTHER COUNTRY (1962)Sono rimasta istintivamente attratta da questa figura (poco nota in Italia) di rilievo del cinema classico giapponese dopo averlo scoperto come sceneggiatore: a lui si devono, tra gli altri, lo script della trilogia The Human Condition (Kobayashi), così come di Yearning o Hit and Run (Naruse). Matsuyama debuttò nella regia…





















