[English version below]
Nel Giappone medievale, una donna e sua nuora vengono violentate e uccise da un gruppo di samurai, che incendiano la loro casa. Tornate come spiriti vendicativi, attirano i guerrieri in una dimora nel bosco per ucciderli. A fermarle viene inviato Gintoki, che nei fantasmi riconosce sua madre e sua moglie.

Stupendo film di Kaneto Shindō, allo stesso tempo struggente e sinistro, Kuroneko (1968) è un mistero di ombre, di forme geometriche, di danzante armonia. Il bianco delle vesti attraversa l’oscurità del bosco, i corpi si sollevano con leggerezza irreale; la fotografia di Kiyomi Kuroda fa emergere dal nero volti e gesti, lasciando che lo spazio intorno conservi il proprio segreto. Alla brutalità degli uomini risponde un mondo di apparizioni dalla bellezza incantatoria.
I fantasmi sono dolenti e hanno una grazia che li eleva sulla crudeltà umana. Nelle interpretazioni di Nobuko Otowa e Kiwako Taichi, la ferocia convive con la tenerezza, il desiderio di vendetta con il rimpianto dell’intimità perduta. Shindō si pone dalla parte delle donne e dell’amore: il soprannaturale custodisce sentimenti che la guerra ha violentemente reciso. Permane la percezione sinistra di una felicità che non può più appartenere né ai vivi né ai morti.

Shindō stabilisce un legame inscindibile tra il militarismo patriarcale, l’arroganza di classe e la violenza sessuale: le due protagoniste tornano dall’oltretomba sotto forma di bakeneko (spiriti gatto mutaforma) per esigere una vendetta spietata e sovvertire la passività socialmente imposta. Le loro azioni ridefiniscono il mostruoso come una risposta estrema a una società oppressiva.
Il potere visionario di Kuroneko risuonerà nel successivo J-horror di Hideo Nakata; e il gatto chino sui corpi delle donne evoca la resurrezione di Selina Kyle in Batman Returns (1992) di Tim Burton.

Tutti gli articoli sono protetti da copyright: © Marcella Leonardi. Tutti i diritti riservati.

English version

In medieval Japan, a woman and her daughter-in-law are raped and killed by a group of samurai, who set fire to their home. Returning as vengeful spirits, they lure warriors to a house in the woods to kill them. Gintoki is sent to stop them, only to recognise his mother and wife in the ghosts.

A magnificent film by Kaneto Shindō, at once poignant and sinister, Kuroneko (1968) is a mystery of shadows, geometric forms and dancing harmony. White robes cross the darkness of the forest, bodies rise with an unearthly lightness; Kiyomi Kuroda’s cinematography draws faces and gestures out of the blackness, allowing the surrounding space to keep its secrets. The brutality of men is answered by a world of apparitions of spellbinding beauty.
The ghosts are sorrowful, endowed with a grace that lifts them above human cruelty. In the performances of Nobuko Otowa and Kiwako Taichi, ferocity coexists with tenderness, the desire for revenge with a longing for lost intimacy. Shindō sides with women and with love: the supernatural preserves feelings that war has violently severed. There remains the sinister sense of a happiness that can no longer belong to either the living or the dead.

Shindō establishes an inextricable link between patriarchal militarism, class arrogance and sexual violence: the two women return from the afterlife as bakeneko (shapeshifting cat spirits) to exact a ruthless revenge and overturn the passivity imposed on them by society. Their actions redefine the monstrous as an extreme response to an oppressive social order.
The visionary power of Kuroneko will resonate in Hideo Nakata’s later J-horror, while the cat bending over the women’s bodies evokes Selina Kyle’s resurrection in Tim Burton’s Batman Returns (1992).

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2 risposte a “KURONEKO (Yabu no Naka no Kuroneko, 1968), Kaneto Shindō”

  1. Avatar JAPANESE NIGHTMARES – INCUBI GIAPPONESI – Nubi Fluttuanti

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  2. Avatar JAPANESE NIGHTMARES – INCUBI GIAPPONESI – Nubi Fluttuanti

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Nubi Fluttuanti è un progetto di Marcella Leonardi dedicato al cinema giapponese classico e contemporaneo.
Nubi Fluttuanti is a project by Marcella Leonardi dedicated to classic and contemporary Japanese cinema.

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